Assoluzione per l'inquilino

Tribunale di Trieste, sezione penale, 23.05.2019

 

Il conduttore di un immobile ad uso commerciale che abbia sostenuto i costi di ristrutturazione del bene e abbia trattenuto alcuni degli apparecchi o accessori al momento della restituzione dell'immobile non è punibile per danneggiamento, furto o appropriazione indebita, a prescindere dalla disciplina locatizia.

Non c'è estorsione se non c'è la prova che i soldi siano stati destinati all'imputato. Tribunale di Trieste penale collegiale, 5.12.2017

E'stato assolto dal procedimento per estorsione l'imputato che era stato denunciato con l'accusa di aver costretto altra persona a contrarre dei finanziamenti per consegnargli i soldi. Dal procedimento è emerso che in reatà i finanziamenti erano stati ottenuti dalla parte civile per interessi propri e che, d'altronde, non c'era la prova che i soldi fossero stati consegnati all'imputato, che peraltro compariva come garante nei finanziamenti stessi.

Assoluzione per particolare tenuità del fatto. Tribunale di Trieste, 14 luglio 2017

Un pubblico ufficiale denunciava un professionista che nell'ambito di un controllo presso la sua sede aveva proferito parole di offesa nei confronti dell'attività dell'ufficiale e dei suoi collaboratori. Il Tribunale di Trieste, alla luce delle circostanze dei fatti e delle frasi pronunciate, pronunciava sentenza di assoluzione per particolre tenuità del fatto.

Illegittima la carcerazione senza querela. Tribunale del riesame di Trieste, 8.08.2017

Il Tribunale di Trieste ha accolto la richiesta di riesame e disposto la scarcerazione di un indagato per reati alternativi e perseguibili alcuni d'ufficio ed altri a querela della persona offesa, ritenendo che le prove in atti propendessero per un reato procedibile soltanto sulla base di una querela che all'epoca non era stata presentata.

Diffamazione ai danni di un commercialista. GdP di Trieste, 14.09.2017

Un professionista ha ottenuto il risarcimento dei danni e la condanna penale di un ex cliente che non avendo pagato gli onorari pretendeva comunque lo svolgimento dell'attività professionale (dichiarazioni dei redditi), giungendo a scrivere all'Ordine di appartenenza del commercialista affermando che la richiesta di pagamento degli onorari sarebbe stata una estorsione. Il Giudice di Pace, accertata la fattispecie di diffamazione, non poteva quindi che condannare l'ex cliente anche al risarcimento del danno arrecato.

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